sabato 28 marzo 2015
Piatti tipici italiani
In questo sito si possono vedere i vari piatti tipici delle diverse regioni dell'Italia
www.foodinitaly.com
domenica 22 marzo 2015
Definizione muscolare: i miti da
sfatare
Per
raggiungere il tanto desiderato obiettivo della definizione muscolare tutti si
allenano riducendo drasticamente la quantità di peso utilizzato aumentando
notevolmente il numero di ripetizioni pensando di utilizzare i grassi come
fonte energetica durante la seduta di allenamento. Oppure si propinano serie e
ripetizioni esagerate di addominali, tra i vari tipi di crunch, credendo sul
principio del dimagrimento localizzato. Queste tipologie di allenamento vengono
proposti in quanto si crede che determini una perdita di grasso maggiore.
Se veramente
si potesse sfruttare il principio del dimagrimento localizzato tutti avrebbero
una pancia, almeno piatta, in quanto l’addome è un muscolo in continua tensione
perchè contribuisce alla stabilità dell’intero corpo, oltre ad essere
sollecitato quando vengono spinti i vari corpi (es. il carrello della spesa) o
quando si ride. E di conseguenza, visto la continua attivazione della
muscolatura addominale, l’addome dovrebbe essere la zona dove si accumulerebbe
meno grasso. Purtroppo tutto ciò non si
verifica, quindi il principio del dimagrimento localizzato non ha alcun valore
scientifico.
Mentre per
poter utilizzare i grassi, dopo gli zuccheri, come fonte energetica per il
movimento è necessaria la presenza di ossigeno, quindi un allenamento di tipo
aerobico. Invece, l’allenamento con i sovraccarichi a causa di una costante e
continua contrazione del muscolo impedisce una corretta ossigenazione e quindi
prende energia grazie al sistema anaerobico utilizzando la fosfocreatina e il
glucosio (zuccheri). E nessuna molecola
di grasso! Anche questa teoria sul maggior consumo di grassi utilizzando
particolari tipologie di allenamento con i sovraccarichi non ha alcun
fondamento.
Ora sorge spontanea
la domanda “Cosa bisogna fare per perdere il grasso in eccesso e avere una
muscolatura tonica?”.
La risposta
è piuttosto semplice, è necessario svolgere attività fisica di tipo aerobico
(es. corsa, nuoto etc.) e introdurre una quota calorica giusta per le proprie
necessità.
Dott. Giuseppe Izzo
Biologo Nutrizionista
Personal Trainer
domenica 25 gennaio 2015
Allenamento: consigli per un miglior rendimento
Spesso si sente dire “più ci si allena, migliori saranno i risultati”, ma questa affermazione non è corretta in quanto anche il nostro corpo ha bisogno di riposo.
E ora sorge spontanea la domanda “come fanno i calciatori ad allenarsi tutti i giorni? E i culturisti americani?”. Andiamo ad analizzare il loro stile di vita e ci rendiamo conto che questi soggetti non hanno bisogno di lavorare, o meglio fanno attività fisica anche per il loro sostegno economico; non devono studiare esami importanti all’università; grazie ai loro alti guadagni cedono le responsabilità sulla casa e sulla famiglia a terzi. E a cosa devono pensare? Solo ad allenarsi bene e riposare, per ottenere il massimo rendimento.
Poi c’è l’integrazione completa basata su diversi sali minerali e vitamine, seguita da questi soggetti, che permette un migliore e più rapido recupero.
La maggior parte di noi italiani, invece, ha la necessità di lavorare e/o pensare alla casa e alla famiglia, con tutte le responsabilità e le preoccupazioni che tutto ciò comporta. C’è chi purtroppo deve fare i turni di notte, chi non riesce a dormire bene perché ha un bimbo piccolo che si lamenta o ha delle preoccupazioni. Oppure uno studente ansioso prima di un’interrogazione o un esame importante vede il proprio sonno disturbato dalle sue paure. E queste sono soltanto alcune delle differenze sostanziali tra i due mondi, che incidono molto sul rendimento fisico.
Si è parlato di dormire la notte, di tranquillità, perché i miglioramenti a livello muscolare non si manifestano durante l’allenamento o subito dopo, ma nella fase di riposo. Durante l’allenamento, che sia una partita di calcio o un allenamento con i pesi, si ha la rottura delle fibre muscolari e se vogliamo che migliori la funzionalità e/o l’aspetto del muscolo è necessario una fase di riposo.
Oltre a ciò, è naturalmente essenziale fornire le materie prime per la sintesi de novo delle fibre muscolari, quindi corretta alimentazione e integrazione alimentare per massimizzare l’effetto.
Ora abbiamo capito che noi “comuni mortali” non possiamo allenarci tutti i giorni, a meno che non molliamo tutto il resto, e ora dobbiamo chiederci “quante volte possiamo allenarci?”.
Per poter avere una fase di riposo dopo la seduta di allenamento si possono programmare gli allenamenti a giorni alterni, quindi 3-4 sedute settimanali.
Chi, invece, è alle prime armi può programmare 4 sedute settimanali di intensità lieve (nuoto, basket, calcio) o di una durata ridotta di circa 1 ora (sala pesi, corsi fitness).
Altri dubbi che sorgono spesso sono i seguenti: “Posso allenarmi tutto il tempo che voglio?”; “Posso allenarmi sia la mattina che il pomeriggio?”; “Posso allenarmi anche la sera dopo cena?”.
Il rendimento durante la seduta dovrebbe essere il massimo possibile per i soggetti che praticano attività fisica da diversi anni in un tempo inferiore alle 2 ore. Si consiglia un allenamento breve e intenso per poter sfruttare al meglio le riserve energetiche date dagli zuccheri e dal grasso corporeo, ed evitare di danneggiare in modo significativo la componente muscolare.
Inoltre, molti studi evidenziano che la migliore performance fisica si ha nella seconda fascia pomeridiana, dalle 17 alle 20, grazie a un miglior equilibrio dei vari ormoni che interferiscono nel processo di contrazione muscolare e il successivo riposo.
Mentre si sconsiglia di fare attività fisica in tarda serata in quanto l’attività motoria riduce lo stimolo del sonno, e come è stato detto in precedenza è fondamentale un sano e corretto riposo notturno.
Quindi, alla luce di questi dati ci si dovrebbe allenare 3-4 giorni a settimana per un massimo di 2 ore a seduta, possibilmente sempre allo stesso orario e senza mai dimenticare della fase di riposo post-allenamento. Ora non resta che augurarVi BUON ALLENAMENTO e…BUON RIPOSO!
Spesso si sente dire “più ci si allena, migliori saranno i risultati”, ma questa affermazione non è corretta in quanto anche il nostro corpo ha bisogno di riposo.
E ora sorge spontanea la domanda “come fanno i calciatori ad allenarsi tutti i giorni? E i culturisti americani?”. Andiamo ad analizzare il loro stile di vita e ci rendiamo conto che questi soggetti non hanno bisogno di lavorare, o meglio fanno attività fisica anche per il loro sostegno economico; non devono studiare esami importanti all’università; grazie ai loro alti guadagni cedono le responsabilità sulla casa e sulla famiglia a terzi. E a cosa devono pensare? Solo ad allenarsi bene e riposare, per ottenere il massimo rendimento.
Poi c’è l’integrazione completa basata su diversi sali minerali e vitamine, seguita da questi soggetti, che permette un migliore e più rapido recupero.
La maggior parte di noi italiani, invece, ha la necessità di lavorare e/o pensare alla casa e alla famiglia, con tutte le responsabilità e le preoccupazioni che tutto ciò comporta. C’è chi purtroppo deve fare i turni di notte, chi non riesce a dormire bene perché ha un bimbo piccolo che si lamenta o ha delle preoccupazioni. Oppure uno studente ansioso prima di un’interrogazione o un esame importante vede il proprio sonno disturbato dalle sue paure. E queste sono soltanto alcune delle differenze sostanziali tra i due mondi, che incidono molto sul rendimento fisico.
Si è parlato di dormire la notte, di tranquillità, perché i miglioramenti a livello muscolare non si manifestano durante l’allenamento o subito dopo, ma nella fase di riposo. Durante l’allenamento, che sia una partita di calcio o un allenamento con i pesi, si ha la rottura delle fibre muscolari e se vogliamo che migliori la funzionalità e/o l’aspetto del muscolo è necessario una fase di riposo.
Oltre a ciò, è naturalmente essenziale fornire le materie prime per la sintesi de novo delle fibre muscolari, quindi corretta alimentazione e integrazione alimentare per massimizzare l’effetto.
Ora abbiamo capito che noi “comuni mortali” non possiamo allenarci tutti i giorni, a meno che non molliamo tutto il resto, e ora dobbiamo chiederci “quante volte possiamo allenarci?”.
Per poter avere una fase di riposo dopo la seduta di allenamento si possono programmare gli allenamenti a giorni alterni, quindi 3-4 sedute settimanali.
Chi, invece, è alle prime armi può programmare 4 sedute settimanali di intensità lieve (nuoto, basket, calcio) o di una durata ridotta di circa 1 ora (sala pesi, corsi fitness).
Altri dubbi che sorgono spesso sono i seguenti: “Posso allenarmi tutto il tempo che voglio?”; “Posso allenarmi sia la mattina che il pomeriggio?”; “Posso allenarmi anche la sera dopo cena?”.
Il rendimento durante la seduta dovrebbe essere il massimo possibile per i soggetti che praticano attività fisica da diversi anni in un tempo inferiore alle 2 ore. Si consiglia un allenamento breve e intenso per poter sfruttare al meglio le riserve energetiche date dagli zuccheri e dal grasso corporeo, ed evitare di danneggiare in modo significativo la componente muscolare.
Inoltre, molti studi evidenziano che la migliore performance fisica si ha nella seconda fascia pomeridiana, dalle 17 alle 20, grazie a un miglior equilibrio dei vari ormoni che interferiscono nel processo di contrazione muscolare e il successivo riposo.
Mentre si sconsiglia di fare attività fisica in tarda serata in quanto l’attività motoria riduce lo stimolo del sonno, e come è stato detto in precedenza è fondamentale un sano e corretto riposo notturno.
Quindi, alla luce di questi dati ci si dovrebbe allenare 3-4 giorni a settimana per un massimo di 2 ore a seduta, possibilmente sempre allo stesso orario e senza mai dimenticare della fase di riposo post-allenamento. Ora non resta che augurarVi BUON ALLENAMENTO e…BUON RIPOSO!
giovedì 27 novembre 2014
Bambini e adolescenti in sovrappeso
Rispetto ai primi dati del 2008, si registra un lieve decremento del numero dei bambini in sovrappeso e obesi, ma permane il problema dell’eccesso di peso nella popolazione infantile rispetto ai valori di riferimento.
In particolare nella regione Lazio emerge un alto numero di bambini in sovrappeso e obesi, come tutte le regioni del Centro-Sud, superiore alla media nazionale.
Questi risultati confermano la reale e giustificata preoccupazione sul futuro stato di salute dei giovanissimi di oggi. Numerosi studi confermano inconfutabilmente il rischio che sovrappeso e obesità presenti in tenera età persistono anche in età adulta, con la conseguenza di un aumento notevole di malattie cardiovascolari che si manifesteranno in età sempre più precoce.
Per contrastare tutto ciò sono necessari interventi specifici in più settori, tra cui troviamo la scuola e la famiglia che hanno il compito fondamentale di far crescere in modo adeguato i nostri giovani.
Queste due figure, essenziali per il bambino, devono essere informate e formate per poter trasmettere le corrette nozioni ai propri figli e/o studenti. Oltre al miglioramento della scelta degli alimenti, è necessario trasmettere l’importanza del movimento per una crescita armonica.
Gli operatori sanitari specializzati nel settore della nutrizione e dell’attività fisica possono promuovere progetti con lo scopo di trasmettere ai più piccoli, o ai genitori e insegnanti, le giuste scelte da attuare nel corso della loro vita.
In particolare nella regione Lazio emerge un alto numero di bambini in sovrappeso e obesi, come tutte le regioni del Centro-Sud, superiore alla media nazionale.
Questi risultati confermano la reale e giustificata preoccupazione sul futuro stato di salute dei giovanissimi di oggi. Numerosi studi confermano inconfutabilmente il rischio che sovrappeso e obesità presenti in tenera età persistono anche in età adulta, con la conseguenza di un aumento notevole di malattie cardiovascolari che si manifesteranno in età sempre più precoce.
Per contrastare tutto ciò sono necessari interventi specifici in più settori, tra cui troviamo la scuola e la famiglia che hanno il compito fondamentale di far crescere in modo adeguato i nostri giovani.
Queste due figure, essenziali per il bambino, devono essere informate e formate per poter trasmettere le corrette nozioni ai propri figli e/o studenti. Oltre al miglioramento della scelta degli alimenti, è necessario trasmettere l’importanza del movimento per una crescita armonica.
Gli operatori sanitari specializzati nel settore della nutrizione e dell’attività fisica possono promuovere progetti con lo scopo di trasmettere ai più piccoli, o ai genitori e insegnanti, le giuste scelte da attuare nel corso della loro vita.
sabato 8 novembre 2014
Novità del mese
Educazione alimentare per bambini e adolescenti
- Valutazione della crescita monitorando il peso e l'altezza
- Valutazione delle attuali abitudini alimentari
- Consigli sulle idonee scelte nutrizionali
Presso lo studio, previo appuntamento, sito in Via Carlo Alberto Dalla Chiesa n° 40.
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sabato 6 settembre 2014
Tutte le acque sono uguali?
Spesso si sente dire che tutte le acque sono uguali.
FALSO.
Cosa cambia tra i vari tipi di acqua presenti in
commercio? La differenza fondamentale è data dalla sua fonte di provenienza e i
sali minerali che essa si trascina nel suo percorso sotterraneo tra le rocce,
prima di sgorgare da una sorgente.
La quantità di sali minerali presenti nell’acqua viene
indicata con il nome di “Residuo fisso”, che è la quantità di
sali minerali che rimangono depositati, dopo che un litro di acqua viene fatto
evaporare a 180°C. In base al contenuto in sali minerali, le acque minerali si
classificano come:
·
MINIMAMENTE MINERALIZZATE, con un residuo
fisso inferiore a 50 mg/l, sono molto leggere, favoriscono la diuresi e
l’eliminazione di piccoli calcoli renali;
·
OLIGOMINERALI, con un residuo fisso
inferiore ai 500 mg/l, il loro ridotto contenuto in sali minerali le rende
adatte ad un uso quotidiano, favoriscono anche queste la diuresi e contengono
poco sodio;
·
MINERALI, con un residuo fisso compreso
tra i 500 e i 1000 mg/l, il contenuto in sali minerali è piuttosto elevato, per
questo motivo non è consigliabile bere più di un litro al giorno, è opportuno
infatti alternare nella giornata il loro consumo con quello di acque
oligominerali;
·
RICCHE DI SALI MINERALI, con un residuo
fisso superiore ai 1500 mg/l, molto ricche di Sali e quindi devono essere
bevute a scopo curativo e su consiglio del medico.
Durante una dieta con l’obiettivo di perdere peso,
l’acqua più indicata è quella oligominerale, che favorisce la diuresi e quindi
l’eliminazione delle sostanze di scarto dal nostro organismo, ed è
consigliabile bere almeno 1,5-2 litri al giorno.
Per le persone che praticano sport,
può essere utile bere un’acqua minerale, che permette così di reintegrare oltre
ai liquidi anche i sali minerali persi durante l’attività fisica. La quantità
varia in base allo sport praticato, alla sua durata ed alle condizioni
climatiche (umidità e temperatura), si consigliano 2-3 litri al giorno. Per lo
sportivo è importante l’apporto di calcio per la solidità dell’osso, per la
contrazione muscolare, per la trasmissione dell’impulso nervoso, l’apporto di
magnesio e potassio per la contrazione muscolare, del sodio e del cloro per il
bilancio idrico, del ferro per evitare un senso di affaticamento dovuto ad una
sua eventuale carenza.
In caso di ipertensione è opportuno
scegliere un’acqua oligominerale, povera di sodio, che favorisca la diuresi.
Per persone che soffrono di calcolosi
renale è indicata un’acqua minimamente
mineralizzata o un’oligominerale, che favorisca l’eliminazione delle scorie.
Per favorire la digestione sono
un valido aiuto le acque minerali di tipo bicarbonato-solfato, perché questi
due sali minerali favoriscono l’azione degli enzimi digestivi e abbassano
l’acidità dell’intestino.
In caso di aumentato fabbisogno del calcio,
come per le donne a rischio di osteoporosi,
gravidanza, allattamento, bambini, anziani, intolleranza al lattosio, può
essere opportuno assumere un’acqua ricca di calcio, preferibilmente
alternandola con un’acqua oligominerale.
Erroneamente noi definiamo un’acqua
“naturale” quando non è gassata, in realtà tutte le acque minerali sono
naturali, nel senso che sgorgano dalla sorgente così come sono, l’acqua “liscia" è
quella senza bollicine, quella "gassata" è
addizionata con anidride carbonica, l’acqua“effervescente naturale” è
quella già delicatamente frizzante alla sorgente. L’acqua gassata può
facilitare la digestione e favorire un senso di pienezza, dovuto alla
dilatazione dello stomaco, ed è da evitare in caso di problemi di aerofagia o
gonfiore addominale
Cosa dobbiamo leggere nelle etichette? Per
poter scegliere l’acqua idonea per il nostro caso, basta individuare:
·
Residuo fisso, più questo valore è basso
più l’acqua è leggera
·
pH indica il grado di acidità dell’acqua,
un pH inferiore a 7 indica un’acqua acida, un pH uguale a 7 indica un’acqua
neutra, un pH superiore a 7 indica un’acqua alcalina. Un’acqua acida favorisce
la digestione, le acque alcaline aiutano a riequilibrare l’acidità dello
stomaco;
·
Sostanze disciolte sono i sali minerali
presenti in un litro d’acqua;
·
L’acqua imbottigliata deve avere un basso
valore di nitrati e l’assenza di nitriti;
·
La data di scadenza indica la data entro
la quale è consigliabile consumare l’acqua.
Inoltre,
ricordiamoci che l’acqua imbottigliata deve essere conservata in un luogo
fresco, al riparo dalla luce e dal calore del sole, per evitare di alterare le
caratteristiche organolettiche.
sabato 26 luglio 2014
Vi consiglio di seguire anche la rubrica presente sul sito Anagnia.
http://www.anagnia.com/rubriche/salute-e-nutrizione
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